L’importanza della Post-Produzione nella resa fotorealistica dei render

Sfatiamo un mito.

Realizzare render fotorealistici non vuol dire necessariamente impiegare un numero elevato di ore di calcolo.          

Sia se lavoriamo nel settore della progettazione architettonica, che del design, o della produzione di immagini pubblicitarie, la restituzione fotorealistica del progetto è quella fase fondamentale del lavoro dalla quale non ci si può più sottrarre. È risaputo, però, che se le scene da renderizzare ad alta risoluzione sono elaborate, ricche di elementi accuratamente modellati e con materiali applicati particolarmente complessi, non ci si può non attendere notevoli tempi di calcolo. Difronte a tale difficoltà, la sfida che ogni grafico professionista si trova a dover affrontare, per poter essere competitivo, è quella di abbattere questi tempi pur assicurando la resa realistica dell’immagine prodotta.

Post-Produzione in Photoshop                                                                                                                                       

La soluzione ottimale, adottata da molti, è quella di post-produrre il render con Photoshop, il software di grafica per eccellenza, integrando successivamente quei dettagli che non sono stati predisposti per essere soggetti al calcolo e che ne avrebbero aumentato considerevolmente i tempi di elaborazione. Questa tecnica viene utilizzata sia per immagini di esterni che di interni, con illuminazione sia diurna che notturna, e permette di lavorare sul render aggiungendo parecchi elementi come:

–  effetti di riflessione per simulare il vetro o altre superfici riflettenti

–  effetti di luce come bagliori e luccichio

–  effetti atmosferici come nebbia e foschia

–  fasci di luce con pulviscolo

– inserimento di vegetazione o personaggi con relativa ombreggiatura, nel rispetto delle condizioni di illuminazione predisposte nelle impostazioni del rendering.

Detto questo, c’è da sottolineare che le potenzialità della Post-Produzione con Photoshop non finiscono qui.

Gestione Ambient Occlusion

Non si può, infatti, non menzionare la possibilità di sovrapporre la mappa di Ambient Occlusion al render per simulare al meglio l’effetto della luce diffusa nell’ambiente virtuale costruito e dare maggior realismo fotografico all’immagine conclusiva, laddove per mappa di Ambient Occlusion si intende un render della stessa scena però calcolato con un unico materiale neutro sovrascritto ed escludendo le superfici destinate ad essere trasparenti. Si tratta, questa, di una tecnica estremamente veloce che va a perfezionare il risultato che si vuole ottenere.

Fotoinserimento

Da non trascurare, poi, la rapidità con cui si può realizzare un fotoinserimento sovrapponendo l’immagine renderizzata del progetto sulla fotografia del sito di destinazione, nel rispetto dell’impostazione  prospettica della foto. Se, nel settaggio del  calcolo di rendering, si sono anche riprodotte le condizioni di luce che si ritrovano nella foto, in modo da gestire adeguatamente la direzione delle ombre, il  risultato finale è senz’altro apprezzabile.   

Acquisire abilità con Photoshop

Sicuramente è vero che destreggiarsi con gli strumenti di Photoshop non è proprio semplice, ma vale la pena dedicarvi del tempo per imparare, perchè una volta acquisita un po’ di padronanza dello strumento, il vantaggio che si ottiene in termini di tempo complessivo per la produzione dell’immagine è senz’altro notevole, senza considerare che, col crescere dell’esperienza, si può raggiungere quell’abilità necessaria che consente di apportare anche una valenza artistica al prodotto finale.

I corsi di Photoshop proposti da AAP STUDIO per la gestione della Post Produzione dei render architettonici

  • 3Digital Imaging for Achitecture
  • 3Digital Imaging pro for Achitecture

offrono all’allievo, studente o professionista che sia, l’opportunità di approcciarsi allo strumento con metodo per diventare autonomo nella sua gestione ed ottenere in breve tempo validi  risultati.

 


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